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L’EDITORIALE

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Contro l’avanzata del deserto bisogna rivitalizzare le città

di Claudio Cagnoni

Bene le iniziative pensate per richiamare gente nei centri urbani che, altrimenti, è attratta dai parchi commerciali. Ma che fine ha fatto il Distretto del commercio?

Gente che affolla uno degli stand della Fattoria in città a Vercelli

Il mese di maggio, tempo permettendo, è tradizionalmente dedicato ad iniziative all’aperto pensate per coinvolgere la gente, tanto più se si tratta di progetti che partono dalle istituzioni pubbliche. Recentemente, la sempre maggiore attrazione esercitata dai centri commerciali sulla gente e la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi hanno fatto sì che gli eventi e le manifestazioni assumano sempre più la connotazione di iniziative volte a sostenere in qualche modo il piccolo commercio e che soprattutto  se ne organizzino in numero sempre maggiore. Vercelli, a questo proposito, ne è un esempio.

Il problema dello spostamento della gente dai centri urbani ai grandi parchi commerciali realizzati alla periferia delle città è un problema ormai datato nel tempo. Già all’epoca della realizzazione, negli anni Novanta, del “Continente”, a Vercelli, si discusse all’infinito delle conseguenze che questo insediamento avrebbe avuto nei riguardi non solo del commercio cittadino, ma anche della “desertificazione” del centro causata dalla chiusura dei piccoli negozi.

Lo stesso problema viene in qualche modo vissuto oggi a Biella, con la città che spesso appare quasi deserta al contrario invece della grande frequentazione del vicino parco commerciale, dove la gente si dà ritrovo anche senza l’obiettivo della spesa. Si sa che gente chiama gente, ed è quello che sta accadendo a Biella.

Novara è probabilmente la città capoluogo, tra quelle dell’area nord-orientale del Piemonte, che risente meno dell’influenza dei parchi commerciali. Ma in questo caso va però detto che per questa città, più sicuramente delle altre due, l’attrazione esterna, soprattutto per i giovani, è esercitata dalla vicina Milano.

Il problema dell’animazione e della rivitalizzazione dei centri urbani è comunque una necessità con la quale oggi si stanno confrontando con aspettative sempre più forti sia le amministrazioni pubbliche sia le associazioni di categoria. L’esempio in corso a Vercelli dove, a partire da domenica e, praticamente per tutti i fine settimana di maggio, sono previste iniziative che coinvolgono i commercianti è da giudicare positivamente anche perché, con l’apertura dei negozi e l’organizzazione di varie manifestazioni, si offre alla gente un motivo per frequentare la città e, al tempo stesso, approfittare delle iniziative legate al mondo culturale e artistico.

Non rimane che chiedersi, restando in zona, che fine abbia fatto il progetto di Distretto del commercio alla base del quale c’era proprio il concetto di trasformazione dell’intera città in un grande parco commerciale. E, si badi, quando si usa il termine “commerciale” non ci si vuole fermare ad un significato meramente economico riferito alle azioni che, in qualche misura, agiscano sulla propensione alla spesa della gente. Ciò che riteniamo debba essere alla base di qualsivoglia idea, si chiami Distretto del commercio o assuma invece altri nomi legati ad iniziative specifiche, è l’animazione delle città. Bisogna fare in modo che le città, le nostre piccole città di provincia, non smettano di essere centri pulsanti di vita, dove magari, perché no, ci si senta anche invogliati a spendere qualche euro, naturalmente, visti i tempi,  se possiamo permettercelo!

L’EDITORIALE

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Festival del risotto, Campionato della panissa e qualche “sciocchezza” gastronomica

di Claudio Cagnoni

Riso, risotti e il piatto tipico vercellese saranno protagonisti nei prossimi giorni e per tutta l’estate con eventi e manifestazioni popolari. Attenzione però ai falsi storici e a certe idee “improponibili”

La presentazione a Caresanablot del Campionato mondiale della panissa

La gastronomia e la cucina tipica sono gli argomenti affrontati oggi dal nostro editoriale. Gli spunti che ce ne danno occasione sono diversi, a cominciare dal Festival del risotto, in corso fino a martedì 1 maggio a Biella Fiere, dalla presentazione del 3° Campionato mondiale di panissa, il piatto tipico vercellese; dalla nascita di una nuova associazione legata a questo alimento, la Compagnia della panissa, dalla promozione delle De.Co. (strumenti per l’identificazione e la promozione di prodotti tipici locali) per finire ad alcune sciocchezze che si sono scritte a proposito dei menù e delle ricette tipiche della pianura piemontese. M andiamo con ordine.

Cominciamo dal Festival nazionale del risotto, il primo, in programma da oggi a martedì nei padiglioni di Biella Fiere a Gaglianico. Qualcuno storcerà il naso pensando a Biella come sede di questa iniziativa. Ma come, si dirà, è un po’ come se a Vercelli si organizzasse la festa delle telerie! D’altra parte a Vercelli si è anche organizzato il Festival del biscotto, che prodotto tipico di questa zona proprio non lo è, fatto salva, naturalmente, la tradizione dei bicciolani. Quindi ben venga il Festival del risotto a Gaglianico, se questo vuol dire promuovere e valorizzare sempre più il consumo di questo cereale e, soprattutto, la sua utilizzazione per la preparazione di un “primo piatto” che, questo sì, è tipico solo dell’Italia. Come sostiene Marco Reis, instancabile organizzatore del Campionato mondiale della panissa, «pizza e pasta, ormai, li fanno dappertutto nel mondo. Il risotto no».

E dal momento che l’abbiamo tirato in ballo, parliamo di questa competizione, un’iniziativa promossa per il terzo anno dall’Associazione Città del riso. Non nascondo che definirla “mondiale” possa generare un certo imbarazzo, ma, assicurano gli organizzatori, l’idea non è tanto quella di allargare la partecipazione anche alla pro loco di Canton, quanto piuttosto far conosce ed apprezzare la panissa a un pubblico sempre più vasto di buongustai. Seguite dunque sul sito dell’associazione (www.cittadelriso.it) le tappe di questa competizione gastronomica, da giugno a settembre. Ne vale certamente la pena: ogni paese ha una ricetta sua propria per preparare questo piatto e, come ha fatto recentemente l’amministrazione comunale di Roasio, non sarebbe una cattiva idea quella di farla diventare una produzione tipica locale con tanto di De.Co, “Denominazione comunale”, appunto. E con la De.Co. potrebbero essere identificati anche altri prodotti tipici locali.

Mi sono riservato, in ultimo, di dire due parole su alcune cose che sono state scritte a proposito dei piatti tipici piemontesi, in particolare di quelli vercellesi. Le ho definite sciocchezze perché in effetti tali sono. Ma come si fa a suggerire ai ristoratori vercellesi di proporre come piatto tipico “la brudera”, il risotto che, un tempo, veniva preparato nella pianura vercellese utilizzando il sangue di maiale! A parte il fatto che non credo ci sia molta gente disposta oggi a provare il sapore forte di questa ricetta (anche se, vi posso assicurare, ne varrebbe la pena), oggi le normative sanitarie non ne consentono più la preparazione. Cosa propone allora la gentile nobildonna alla quale la Regione ha affidato l’incarico di istruire i ristoratori presenti sulla Via Francigena sugli antichi deschi e sugli errori da non commettere preparando un cosiddetto “menù del pellegrino”? Attenzione: a parte il dare per scontato che il riso e, di conseguenza, la panissa, fosse l’alimento tipico vercellese dei secoli bui, cioè del Medio Evo, quando è risaputo che la coltivazione del riso, già conosciuto, è vero, fin dall’antichità, prese piede da noi solo intorno alla fine del XV secolo, a parte quello, ricordavo, ciò che veramente lascia sbalorditi è l’idea di proporre proprio la brudera, neppure la panissa, nel menù del pellegrino e, udite udite!, proporla in versione soft, cioè con colorante rosso al posto del sangue. Questa sì, mi perdonerete il grechismo, è proprio una “stronzata” solenne! E non vado oltre nel commentarla.

Buon fine settimana a tutti

 

 

 

L’EDITORIALE – Ma quant’è bella la nostra città!

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Ma quant’è bella la nostra città!

di Claudio Cagnoni

Alcune considerazioni sulla ricchezza del patrimonio storico, culturale e artistico delle nostre città. E un invito a guardare alle cose più belle come se fossimo dei turisti…

Paolo Melotti, presidente Atl Vercelli Valsesia

L’altro giorno l’Atl di Vercelli – l’agenzia di accoglienza turistica – ha presentato il servizio che da questo fine settimana e per tutto il periodo della durata della mostra nell’Arca di San Marco dedicata, come saprete, ai “giganti dell’Avanguardia; Mirò, Mondrian, Calder e le collezioni Guggenheim”, e cioè fino al 10 giugno, sarà offerto ai turisti e ai visitatori della mostra. E’ un pullmino a bordo del quale la gente è invitata a salire per compiere – a titolo ovviamente gratuito – un giro della città per scoprirne le bellezze con l’aiuto di una guida turistica che durante il percorso dà informazioni e racconta vita, morte e miracoli di palazzi e monumenti. (continua…)

L’EDITORIALE – Fare musica: sì, ma dove?

L’EDITORIALE

Fare musica: sì, ma dove?

di Claudio Cagnoni

Con l’ultimazione della fase vercellese, si è concluso il progetto B9 che ha dato modo ai giovani musicisti di Biella, Novara e Vercelli di presentare le loro produzioni inedite. Qui, come in tutta Italia, è però difficile trovare spazi dove suonare

Il gruppo vercellese Angel Share, esibitosi nella fase finale vercellese del B9

L’editoriale di questa settimana si occupa di musica. Niente di strano, penserete voi, parlandone da una radio che, direi per definizione, è lo strumento dell’era moderna che più si è modellato sulla diffusione delle sette note.

Parliamo di musica, dunque, ma non di canzoni, di successi del momento o di prossime uscite discografiche. Lo facciamo raccontando di una iniziativa che ha coinvolto il Piemonte orientale in modo trasversale. Si tratta di “B9”, ne avrete probabilmente raccolto gli echi dal momento che proprio questa radio è stata partner dell’iniziativa. (continua…)

L’EDITORIALE

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E’ carnevale, viva il carnevale!

di Claudio Cagnoni

Fino a martedì sarà un susseguirsi di feste, fagiolate e sfilate, ma le antiche tradizioni faticano a sopravvivere, complice anche la crisi. E Vercelli ne è un esempio. Ma una soluzione ci sarebbe…

Domenica a Vercelli è in programma la seconda sfilata dei corsi mascherati 2012

Siamo nei giorni centrali del carnevale, quelli che dal “giobia gras” portano alla chiusura, il martedì vigilia delle “ceneri”. Ormai non c’è città, paese o rione che non festeggi in qualche modo questa antica tradizione con feste, fagiolate e sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati. Gli appuntamenti, a volte, si sovrappongono, come è il caso delle sfilate di Vercelli, Santhià, Borgosesia, Gattinara, tanto per rimanere ai confini della provincia di Vercelli. Lo stesso, comunque, vale per altri carnevali famosi, ad esempio quello oleggese e quello di Ivrea, con la sempre viva battaglia delle arance che continua ad essere motivo di forte richiamo per la gente. (continua…)